FURIO LAURI: 
la sua vita in aeronautica. 

 

 

 


Il 2 ottobre si è spento ad 83 anni l'Avvocato M.O.V.M. Furio Lauri, pilota e protagonista della storia dell'aviazione italiana tutta.
La Confederazione degli Sport dell’Aria si fa interprete di tutti gli sportivi, di tutte le specialità, per piangere la scomparsa dell’Avv. Furio Lauri, uno dei più grandi personaggi di cui si può far vanto l’aviazione italiana in campo mondiale. Eroe in battaglia, geniale costruttore, tenace imprenditore, grande sportivo appassionato di tutto ciò che vola, ha dedicato la propria lunghissima vita a favorire il volo degli altri senza distinzioni di tipo di velivolo. Ebbi l’opportunità di conoscerlo negli anni 50 quando portò i suoi alianti "Passero" a Rieti e consentì di fare le prime gare con un aliante relativamente piccolo, agile, sicuro. Dopo, è stata una continua frenetica attività svolta con modestia, senza clamore, ma con estrema passione.
Nell’unirci al dolore dei parenti e degli amici con il rispetto di chi non ha potuto goderne una più intima confidenza che il suo rango glorioso sembrava impedire ma che viceversa non faceva minimamente pesare, ci sforzeremo di essere degni della sua grande eredità.

Leonardo Brigliadori
Presidente CSA


Furio Lauri era nato a Zara (Dalmazia) l'11 ottobre 1918. Nel 1939 si arruolò nella Regia Aeronautica volando sul biplano FIAT CR.42. Nel febbraio del 1941 operò in Libia con la 368^ Squadriglia del 151° Gruppo Autonomo CT ed ottenne la sua prima vittoria contro un Blenheim, primo abbattimento da parte di un biplano. Alla fine del 1941 Lauri contava 11 vittorie, prima di passare sul FIAT G50 bis. Il 22 gennaio 1943 venne colpito dalla contraerea in Tunisia e si salvò lanciandosi con il paracadute. Continuò a combattere fino al settembre 1943.
Dopo quella data si schierò a fianco degli Alleati. Nel settembre del 1945 fu impegnato in una serie di voli di collegamento con i partigiani al di là della Linea Gotica su un Fieseler Fi156C-3 Storch (MM12822) oggi conservato presso il Museo Storico di Vigna di Valle, sul lago di Bracciano. Per il coraggio dimostrato venne decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare che si aggiunse alle due
Medaglie d'Argento ed alla Croce di Guerra.
Nel corso del conflitto volò su una lunga serie di mezzi: CR.42, G.50bis, MC202, MC.205, Bf109,
Fw190, Spitfire and Mustang, oltre al Fieseler Storch nelle operazioni speciali per conto della 5^ Armata Alleata in Italia. Rimase in servizio fino al 1947 andando in congedo con il grado di Tenente Colonnello. 
Nello stesso anno fondò a Trieste la Meteor S.p.A., basandola presso l'aeroporto di Ronchi dei Legionari. Il primo lavoro della società fu di ricostruire e riaprire l'aeroporto di "Ronchi dei Legionari" per le operazioni civili.
In seguito la Meteor cominciò la produzione di alianti con l'MS-18 "Falco", l'MS-21 "Gabbiano" ed il
Canguro. Nel 1952 le forze italiane dell'aria ordinarono dei "Canguro" un velivolo due posti per addestramento.
Il Canguro tenne per molti anni alcuni record italiani di velocità ed altitudine e nel 1954 giunse 2° al
campionato mondiale di alianti in Inghilterra. Nel 1953 Lauri inizio' la produzione di propri aeroplani ultraleggeri. Il primo fu FL 53, ad ala bassa, due posti, biciclo con un motore da 90hp. In seguito perfeziono' il progetto, incrementando la potenza del motore arrivando cosi alla creazione degli
FL-54 e FL-55, velivoli a 3 e 4 posti.
In aggiunta a questi modelli Lauri produsse l'FL in varie versioni, inclusa quella terrestre, idro e con
equipaggiamenti da sci per operazioni in montagna. Alcuni FL volano ancora in molti paesi. Nel 1956 la Meteor fu autorizzata dalla società tedesca Scheibe a produrre a bassi costi monoposti Spatz, più tardi denominati "MS-30 passero"
L'Avvocato Lauri (non amava farsi chiamare Comandante), dietro il suo carattere granitico nascondeva una mente vulcanica, sempre protesa al nuovo, al futuro.
Alla fine del 1950, la Meteor sottoscrisse un contratto con il governo italiano per progettare una linea di aerei senza piloti (UMA - unmanned) che dovevano essere utilizzati come bersagli aerei e per la sorveglianza aerea dei campi di battaglia. Durante gli ultimi 10 anni la Meteor fu
riconosciuta a livello internazionale come maggiore sviluppatore di UMA (velivoli senza equipaggio) e di RPV (velivoli pilotati in maniera remota). Essa è diventata una dei pionieri nel mondo nel campo degli RPV.
Tra gli anni '60 e ''70 la Meteor collaborò inoltre con la Northrop, la Beechcraft, la Canadair, la Ryan e la Nord Aviation (Aerospaziale) per completare una serie di accordi di co-produzione internazionale nel campo dell' UMA.
Nel 1985 tutte le attività militari furono vendute al governo italiano, proprietario del gruppo Finmeccanica, e la Meteor cambiò il suo nome in Iniziative Industriali Italiane S.P.A. O "3I", concentrandosi in attività civili.
Con la vendita delle attività militari la 3I trasferi´ la sua produzione da Trieste a Roma. Nel 1986 la 3I diede inizio alla produzione di imbarcazioni d'altura con scafi da 34' e 50',
con una capacità di velocità superiore ai 55 nodi.
Nel 1989 la società vinse una gara di progettazione industriale sponsorizzata dal governo italiano per la "sorveglianza teleassistita del territorio" con il velivolo Sky Arrow.
Il 13 luglio 1992 lo Sky Arrow effettuò il suo primo volo, dando vita ad una nuova linea di aerei leggeri che, rientrando nelle normative della legge 106, portarono nel mondo degli ultraleggeri una ventata di novità ed innovazione.
Sulla nascita dello Sky Arrow si racconta che un giorno radunò i suoi ingegneri in officina, mise due sedie una dietro l'altra ed esclamò "Ora fatemi un aereo intorno". Poi, seduto al futuro posto di pilotaggio, gesticolò tutto intorno con "Qui la cloche, anemometro, altimetro, variometro,
bussola ...".
Nonostante l'età avanzata e la sua condizione di grande invalido, fino a pochi mesi or sono Lauri guidava la propria BMW, gestendo personalmente e con autorità sia la "3I" che l'aviosuperfice "Arrow" a Fiano Romano.
Alcuni anni fa, in occasione delle celebrazioni per la ricorrenza della battaglia di El Alamein, Lauri condusse un raid di tre Sky Arrow, tutti pilotati da reduci della guerra d'Africa e senza l'uso degli arti inferiori. 4.200 chilometri da Fiano Romano a Capo Matapan, fino ad El Alamein, su tre
velivoli appositamente modificati per permetterne il pilotaggio con i soli arti superiori.
Ma Lauri non aveva esaurito ancora i suoi sogni. Oltre a perseguire il progetto della trasformazione di campo Arrow nel nuovo aeroporto di Roma Nord, essendo la "3I" una delle poche società di aviazione generale in Italia, e l'unica certificata a produrre aerei costruiti in fibra di carbonio, decise di espandere la linea di produzione progettando una nuova serie di velivoli 2 e 4 posti per
trasporto, sport, acrobazie e corse. Per lo sviluppo di questi aerei è stata usata l'esperienza di un famoso progettista aeronautico italiano Stelio Frati.
Recentemente aveva concluso un accordo tra la 3I e la Tecnam di Napoli, usando il contributo di un altro progettista italiano il prof. Luigi Pascale per la produzione di un nuovo velivolo ala alta, 2 posti, Far 23 per trasporto primario.
Furio Lauri era anche Presidente Nazionale del Gruppo M.d.O. al Valor Militare.
Tanto decisionista e tagliente nel pubblico quanto schivo e pudico dei propri sentimenti e dolori, aveva circondato i propri disturbi fisici con una spessa coltre di discrezione. Anche ai più vicini non era facile avere notizie.
Ora se n'è andato in un posto dove potrà risalire con le sue gambe su un CR.42 e volare nell'aria sempre tiepida e senza schizzi di olio accanto ai tanti amici che lo hanno preceduto. Forse sta già cercando un paio di ingegneri per quel progetto che...

testo a cura di Aviazione Leggera On Line - www.ulm.it - scritto da Roberto "Yeti" Talpo.


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