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La CSA ha finito il suo compito; il
nostro commiato.
La CSA ha finito il suo compito; in meno di 10
mesi di attività ha ottenuto infatti i seguenti obiettivi:
- impedire che lo statuto proposto dal vecchio
Consiglio AeCI venisse approvato definitivamente;
- ottenere la nomina di un nuovo Commissario
Straordinario, fermo sostenitore di tutti gli interessi dell’AeCI, inclusi
ovviamente quelli degli sport dell’aria;
- ottenere in tempi brevi la formulazione di
un nuovo statuto, fortemente innovativo che desse ampia rappresentatività
alle discipline sportive, rispettasse le leggi italiane sullo sport in
termini di democraticità e rappresentatività;
- la normalizzazione dei rapporti dell’AeCI
con la Federazione Aeronautica Internazionale;
- la ripresa ed il miglioramenti dei rapporti
dell’AeCI con gli Enti territoriali e con l’Aeronautica Militare;
- la ripresa di una posizione favorevole agli
eventi internazionali da parte dell’AeCI, in modo che le varie discipline
possano ritrovare slancio, promozione ed entusiasmi a vantaggio della loro
diffusione.
La CSA ha però anche ottenuto l’obiettivo di
far dialogare tra loro le diverse discipline degli sport dell’aria, generando
un’atmosfera sinergetica che potrà molto giovare anche nel prossimo futuro e
che finora l’AeCI non aveva mai favorito. I presidenti delle diverse
Federazioni, uniti dalle comuni problematiche e dagli stessi obiettivi, hanno
potuto così stimarsi reciprocamente e svolgere un lavoro notevolissimo e
utilissimo per il rafforzamento di una mentalità multidisciplinare che, ci
auguriamo potrà culminare nella organizzazione dei WAG (World Air Games ) 2005
in Italia.
La CSA ha anche dimostrato che le energie che
sanno esprimere gli sport dell’aria italiani, quando ben coordinate, sono
molto efficaci e riescono a far breccia nel nostro mondo politico e
istituzionale a comprova che il nostra resta un grande Paese democratico.
L’assemblea per lo scioglimento fissata per
il giorno 17 Aprile, non deve essere interpretata come la fine di una bella
avventura, ma come l’inizio di un periodo che ci vedrà tutti riaffratellati -
e con la giusta dignità rappresentati - nel seno di un nuovo Aero Club d’Italia.
Non posso concludere senza avere prima rivolto
un grande ringraziamento a tutti coloro che sono stati vicini alla CSA, a
partire dai suoi consiglieri, alle loro Federazioni, alla stampa specializzata,
agli uomini politici che ci hanno capito, a coloro che avendo sofferto
ingiustizie e umiliazioni all’interno dell’AeCI ci hanno aiutato, alla
stessa FAI che aveva ben capito la situazione italiana.
Un abbraccio affettuoso,
Leonardo Brigliadori
A seguito delle
decisioni prese durante la 95^ Conferenza Annuale della FAI tenutasi
a Dubrovnik, il Presidente della FAI ha nominato un Board of Enquiry
(Comitato d’investigazione) per investigare sulla legittimazione a
rappresentare l’Italia presso la FAI stessa.
Il Board, presieduto dal giapponese Mr.Hideo Hirasawa, con i membri
rappresentati dall’olandese René de Monchy e dall’italiano
Pierlugi Duranti, hanno ora presentato le loro deduzioni alla
Presidenza della FAI in tempo utile per essere esaminate dall’Executive
Board della FAI, nel meeting tenutosi a Dayton (Ohio) nei giorni 24
e 25 Gennaio 2003.
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